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Il Perditempo.org: commento al Vangelo secondo Giovanni, cap. II

Religione > Il mio commento al Vangelo secondo Giovanni

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Gesù che ha detto dalla Croce "perdona loro perché non sanno quello che fanno", perdonerà anche me, ultimo dei credenti e peccatore, laureato in giurisprudenza e teologo improvvisato, per aver osato commentare il Suo Santissimo Vangelo. Il commento che potete leggere sotto non è stato supervisionato o approvato dalla Santa Chiesa. Si tratta solamente delle opinioni personali di un laico, pronto a cancellare questo commento dal web, qualora le autorità ecclesiastiche me ne facciano richiesta.

a)
Prima ispirazione

A Cana di Galilea c'è uno sposalizio ma viene a mancare il vino.
Ora bisogna andare oltre il significato letterale.
Lo sposalizio è anticipo dello sposalizio escatologico tra la Chiesa e Gerusalemme celeste pronta come una sposa per il suo sposo. Il vino è Gesù stesso che, come collante, rende possibili le nozze.
Bisogna riandare a quel passo che dice che senza Gesù non possiamo fare niente. Gesù ha anche detto che non si mette vino nuovo in otri vecchi e questo significa che Gesù non può entrare se non in chi è stato rinnovato, per effetto della preghiera, in Spirito Santo.
Qui si innesca un dialogo curioso. Gesù dice che non può darsi come Risorto perché non è ancora giunta la sua ora e l'eucarestia non è ancora istituita. Ora, Gesù da bere sè stesso in un senso diverso e più semplice. Il mutamento dell'acqua in vino è il mutamento del profano in sacro che Gesù opera ovunque arriva.
Le sei giare di pietra rappresentano sei spiriti di Dio cui Gesù si aggiunge come settimo e decisivo elemento.
Questi sei spiriti di Dio sono 1) lo spirito di verità, 2) lo spirito di sapienza, 3) lo spirito di profezia, 4) lo spirito di povertà, 5) lo spirito di misericordia ed, infine, 6) lo spirito che dona la Grazia.
Gesù è, lo ripeto, il settimo elemento che attiva questi doni pur grandissimi di Dio. Significa che, con l'incarnazione, i doni di Dio vengono resi perfetti e ricevibili da tutti coloro che sono invitati alle nozze, cioè i chiamati.
Pochi però sono gli eletti, cioè coloro che ricevono la grazia predestinante.
Il vino buono è Gesù, il vino meno buono sono i Profeti dell'Antico Testamento (10).

b)
Seconda ispirazione.

Gesù non darà altro segno se non il segno di Giona profeta. Dopo la sua Resurrezione i suoi discepoli si ricordano di ciò che Gesù ha detto e credettero alla Scrittura e alla parola detta da Gesù.
Gesù sa ciò che c'è in ogni uomo, questo è un carisma dello Spirito Santo che abita dentro Gesù e anzi procede da lui (25).




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