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Il Perditempo.org: commento al Vangelo secondo Giovanni, cap. III

Religione > Il mio commento al Vangelo secondo Giovanni

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Gesù che ha detto dalla Croce "perdona loro perché non sanno quello che fanno", perdonerà anche me, ultimo dei credenti e peccatore, laureato in giurisprudenza e teologo improvvisato, per aver osato commentare il Suo Santissimo Vangelo. Il commento che potete leggere sotto non è stato supervisionato o approvato dalla Santa Chiesa. Si tratta solamente delle opinioni personali di un laico, pronto a cancellare questo commento dal web, qualora le autorità ecclesiastiche me ne facciano richiesta.

a)
Prima ispirazione

Cosa significa che se uno no rinasce dall'alto non può vedere il Regno di Dio. Ecco un'immagine eloquente: se uno si leva sopra la città con una mongolfiera vede la città, ma se rimane nella città in casa sua non può vedere niente.
Porsi dall'alto significa porsi con lo sguardo di Dio per vedere le cose nell'ottica giusta. La casa nella citttà sono le proprie ricchezze per cui l'Apocalisse dirà "mi sono arricchito, non ho bisogno di nulla". La rinascita è il collirio dell'apocalisse ed è la fede in Gesù.
Le ricchezze sono poi ostacolo alla salvezza tanto che nel Magnificat si dice che Dio ha rimandato i ricchi a mani vuote e nei Vangeli si dice che è quasi impossibile che un ricco vada in Paradiso.
Rinascere dall'alto ha dodici significati, in termini qabbalah c'è quindi un dodecagono. Al centro del dodecagono c'è Gesù pantocratore.
I dodici punti o angoli del dodecagono sono il rinascere in 1) lealtà evangelica, 2) moralità evangelica, 3) bambino evangelico, 4) legge evangelica, 5) giustizia evangelica, 6) trascendenza evangelica, 7) prostituzione evangelica, 8) generosità evangelica, 9) fede evangelica, 10) santità evangelica, 11) perfezione evangelica e 12) carismi evangelici.
San Paolo ha detto di chiedere i carismi più grandi e sono i dodici elencati. Il concetto migliore di perfezione evangelico è quello luterano che può essere così enunciato: siamo peccato e contemporanemente perfetti, per grazia di Dio.
Troviamo poi il manifesto bellissimo dell'assoluta libertà del Cristiano. Se uno rinasce dall'alto, abita in lui lo Spirito di Dio che grida "Padre" ed assolutamente libero come è libero lo Spirito Santo, perciò soffia dove vuole (8).
Gesù è come il serpente nel deserto, innalzato sulla Croce perché chiunque creda in lui abbia la vita eterna.
Ora, le serpi velenose che mordono gli israeliti sono i tormenti che affliggono i dannati nell'aldilà, nello Sheol precristiano.
Il serpente innalzato nel deserto è la fede stessa che deve essere posta in un luogo visibile. Chi ha fede è immune dal veleno e dalla condanna nell'oltretomba. Come la fede in Dio è stata resa visibile da Mosè innalzando un serpente, così la fede dei Padri si rende visibile nella persona stessa di Cristo.
Ora il serpente nel Paradiso Terrestre è la sembianza assunta dal diavolo. Perché ora dunque il serpente indica la fede? Perché c'è un serpente buono ed un serpente cattivo. I due serpenti indicano le due anime dell'uomo quella buona e quella malvagia.
Il serpente è poi simbolo di intelligenza, e la fede è intelligenza delle cose di Dio.
Dio ha amato il mondo e ha inviato il Figlio Unigenito perché chi creda in lui non si perda (16). Ora Gesù non giudica nessuno tanto che dice all'adultera "neanche io ti ho condannata" e insegna ciò che lui stesso fa "non giudicate e non sarete giudicati".
Gesù ci dice che qualcuno preferisce non credere (19) perchè le sue opere sono malvagie. Perciò preferisce far finta di niente. Nel Magnificat si dice che Dio ha visto l'umiltà della sua serva. Ecco che alla malvagità di alcuni uomini si contrappone l'umiltà cioè la giustizia della Madonna, che è causa di elezione. Tutti sono chiamati ma pochi sono gli eletti. Significa che qualcuno, per la malvagità delle sue opere, preferisce le tenebre alla luce. A volte, l'atesimo è dovuto a ignoranza a volte a malvagità. Chi però rifiuta per malvagità Gesù "è già stato condannato" (18).
Chiunque fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere (20). Cosa significa ciò che viene detto subito dopo cioè "operare la verità"? Qui c'è un accenno ad una sublime imitazione di Cristo, per cui ci si consacra alla verità, in quanto proprio tramite Cristo viene la Verità con la v maiuscola (Prologo, già visto).
Operare la verità, signifca dodici cose: 1) rimproverare gli stolti, 2) rimproverare i malvagi, 3) consolare gli afflitti, 4) rendere testimonianza alla Madonna, 5) rendere testimonianza alla santa Chiesa, 6) mostrare zelo per la casa di Dio, 7) amare la creazione come opera di Dio, 8) rendere testimonianza alla santissima trinità, 9) rendere testimonianza con le scienze sociali, 10) rendere testimonianza con le scienze naturali, 11) rendere testimonianza con la propria vita concreta, 12) rendere testimonianza producendo frutti buoni.
Cosa significa che nessuno può prendersi qualcosa se non gli è stato dato dal Cielo (27)? Ecco una condanna dell'idea che possiamo salvarci da soli per la sola bontà dell'uomo, anzichè per la bontà di Dio.
Cosa signifca inoltre che il Padre ha dato in mano al Figlio ogni cosa (35). La disubbienza al Figlio attira l'ira del Padre (36). Ecco un nesso strettissimo tra due persone della Trinità.
Qui c'è di nuovo una figura qabbalah, un triangolo con in mezzo la mano di Dio che benedice.
Il triangolo mostra i tre doni di Dio Padre a Dio Figlio, cioè 1) il potere di giudicare nel giudizio particolare ed univrersale, 2) il potere di svelare il Padre, 3) il potere di salvare le anime.



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